Tutto da cambiare, Tonino!

Tutto da cambiare, Tonino!
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venerdì 18 maggio 2012

S.A.L. 1: BUONGIORNO!

E’ vero, hai proprio ragione! E’ frustrante entrare ad esempio in una sala d’aspetto dicendo “buongiorno” e sentire come risposta il silenzio assoluto. Di più: un silenzio agghiacciante! Oppure un bofonchio indistinto, uno snort o uno sgrunt, come essere piombati di colpo a Paperopoli! Allora, ti viene da pensare qualcosa tipo “sai che? La prossima volta non saluto più nemmeno io, tanto …. “ Anche nei luoghi di lavoro, negli uffici pubblici, qualcuno sgrana quasi gli occhi se entrando saluti! La tentazione di adeguarsi al malcostume allora ti prende, e forte. Anche perché a volte sei stanco, in ritardo, irritato e la mancanza di risposta riesce solo a renderti astioso! Ne parlavo tempo fa anche con la mia amica e collega e anche lei si stava stancando di salutare a vuoto e stava pensando di mollare (“che saluto, l’aria?!?! Ti fanno anche sentire una scema!”). Invece, prima azione di gruppo: NON MOLLIAMO! Recuperiamo quel minimo di educazione e di saper stare con la gente e continuiamo a salutare. Anzi, meglio! Diventiamo specialisti del saluto. Quando entriamo in un posto, possibilmente guardiamo dritto in faccia una persona, facciamo un bel sorriso, una bella voce chiara e squillante e inondiamo la stanza del nostro “Buongiorno” (magari no se siamo in biblioteca … ;-) ). A volte mi è venuto di pensare che forse anche il saluto deve avere un po’ di verve e allegria, altrimenti se bofonchiamo pure noi, magari non invogliamo nemmeno gli altri a risponderci. A me è capitato di incaponirmi con dei soggetti piuttosto ostici. Allora mi ingegno: non solo continuo a salutare, ma ci metto pure il carico da undici, e aggiungo qualche frase (“che giornata oggi, eh?” oppure “passata la tosse?” che presuppone un minimo di conoscenza però) il tutto condito da un bel sorriso. Ma i migliori e più gustosi sono quelli che fingono di non vederti pur di non perder tempo in simili facezie. Allora la tattica è fredda e fulminea: lì per lì li illudi di essersi mimetizzati, poi quando sei a portata di mano, ti fermi di botto e sferri il tuo saluto. Li vedrai un attimo spiazzati, ma non potranno fare a meno di alzare la testa che tenevano in borsa, nella manica o nelle scarpe e rispondere al saluto! “Ciao” risponderanno un po’ basiti (ma forse in fondo anche contenti, chissà … a volte qualcuno vuole solo essere stanato) “non ti avevo visto …” (come avrebbero potuto così arrotolati su se stessi?!?!). Ah, se proprio vogliamo essere sublimi, con le persone che conosciamo (e che magari rispondono di solito con entusiasmo) usiamo la chicca di aggiungere il nome. Buongiorno Maria! Buongiorno Giuseppe! Sono saluti che assomigliano un po’ a delle carezze …

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