Tutto da cambiare, Tonino!

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venerdì 18 luglio 2014

"A Ritrovar le Storie" di Annamaria Gozzi, Monica Morini, Daniela Iride Murgia - edizionicorsare


Ci sono libri che ti chiamano. Se ne stanno lì, in fila, impilati, costretti, pazienti … sembrano muti e invece ti parlano, sussurrano il tuo nome mentre passi. Ecco che a vedere la copertina di “A ritrovar le storie” di Annamaria Gozzi e Monica Morini, illustrato da Daniela Iride Murgia, mi sono fermata, incantata, ad ammirare il volto della donna che guarda in alto, verso una margherita che si sfoglia, i petali che fluttuano nel vento … petali che come storie volano, a cercare persone che riescono ad ascoltare, ancora oggi, nonostante tutto. Così l’ho letto questo libro pieno di grazia, elegante in ogni suo aspetto: dalla copertina, la bella carta, la storia, le illustrazioni. Quando il contenuto e l’estetica si completano, il libro diventa un oggetto bello da possedere, oltre che un valore che ci arricchisce. Nel libro si narra del paese di Tarot e di come i suoi abitanti ritrovarono il piacere di parlare con gli altri, raccontare storie, tutto grazie a un misterioso saltimbanco e alla sua oca. Come un discreto direttore d’orchestra, il saltimbanco richiama l’attenzione su alcune parole e, per associazioni di idee, agli abitanti vengono in mente storie da raccontare che si moltiplicano, si moltiplicano fino a riaccendere i ricordi e il piacere dello scambio fra esseri umani. E’, volendo, una metafora della nostra società, che vive sempre più di corsa e non ha mai il tempo di fermarsi e stabilire un contatto visivo con i vari interlocutori, una società sempre più connessa ma sempre paradossalmente più sola. Alla fine del libro si trova un gioco dell’oca rivisitato: ogni casella in cui vi fermerete vi inviterà a raccontare qualcosa, a esprimere le vostre emozioni. E di storie e vita è permeata ogni singola pagina, fin dalle dediche delle autrici e dell’illustratrice … anche quelle mi hanno fatto pensare a quante storie possano esserci dietro quelle persone. Allora mi chiedo: quale regalo più bello potremmo fare alle nostre famiglie? Quanto tempo passiamo a parlare con i nostri cari? Quante esperienze e avventure abbiamo vissuto che non abbiamo ancora raccontato ai nostri figli? Non dovete pensare, infatti, che sarà sufficiente regalare questo libro e dimenticarvene, sperando che i vostri figli lo leggano … no, questo è un libro che dovete leggere insieme, portarlo in vacanza, usarlo come scusa per riannodare rapporti delicati, rompere silenzi, creare intimità ... Io ho portato il libro con me, durante un breve soggiorno in una campagna sperduta dove, grazie al cielo, non abbiamo televisione, connessione internet e altro e abbiamo passato le serate a leggere, parlare, giocare, ascoltare i nonni che raccontavano dei loro ricordi mentre le stelle brillavano in cielo e le lucciole ci regalavano la magia di una notte nera rischiarata dalla loro piccola luce.  Mi piace infine richiamare l’attenzione sul lavoro di Daniela Iride Murgia, che ci propone delle illustrazioni raffinate, che ricordano un tempo passato; un tratto magico, quasi onirico, figure che sembrano racchiudere, oltre a quello che vedi, anche qualcosa in più, di misterioso. Alcuni libri per bambini hanno illustrazioni coloratissime, sgargianti, “esagerate”, perché molti editori pensano che i bambini siano attratti da immagini immediate, fruibili per la loro età, come se il loro essere piccoli non li rendesse in grado , in qualche modo, di arrivare a un’illustrazione più “complessa”. Ma le immagini non si guardano solo con gli occhi, si percepiscono nel cuore, a livello emotivo, così come ci si può commuovere ascoltando un brano musicale pur non sapendo niente di musica. E così Daniela Iride Murgia arriva, arriva dritta al cuore. 

 
“Penso che dimentichiamo le cose quando non abbiamo qualcuno a cui raccontarle” – dal film “Lunchbox” di Ritesh Batra.
“Molte storie del passato hanno attraversato i secoli e spesso sono state tramandate solo oralmente …” – dal film “Clara e il segreto degli orsi” di Tobias Ineichen.

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